Procedure Operative

Checklist pre-intervento: la mia, quella che uso ancora oggi

Mar. (c.) Ettore Variale 15 dicembre 2025

Ve la metto giù perché me l’hanno chiesta in tanti. Non è dottrina, è quello che mi sono cucito addosso in anni di interventi. Una checklist non è per i fenomeni: è per coprire il giorno in cui sei stanco, distratto o di fretta.

Prima di muovere

Il principio è uno: niente deve essere “ovvio”. L’ovvio è quello che salti, ed è quello che ti frega.

  • Obiettivo: una frase sola. Se non riesci a dirlo in una frase, non è chiaro.
  • Mezzi: cosa serve davvero, cosa è ridondanza, cosa è peso morto.
  • Vie: accesso primario, accesso alternativo, rientro, punto di raccolta.
  • Comunicazioni: canale, nominativi, cosa fare se cade il contatto.
  • Sanitario: chi ha il kit, dove, e qual è il piano di evacuazione.

La regola del “e se”

Per ogni fase mi faccio una domanda: e se va storto qui, cosa faccio nei primi cinque secondi? Se non ho risposta, non sono pronto. Non serve un romanzo, serve una reazione preimpostata.

Chi viene dal civile

Se leggete da fuori e pensate “esagerato”: no. La stessa logica si applica a una bonifica di un sito, a un sopralluogo, a un trasferimento delicato. Cambia la scala, non il metodo.

Punti chiave

  • Obiettivo in una frase, o non è chiaro.
  • Sempre due vie: accesso e rientro.
  • Una reazione preimpostata per ogni “e se”.
  • Il briefing finale a voce, anche di trenta secondi, allinea tutti.

Nota dell’autore

L’errore che ho fatto e che non voglio rifacciate: dare per scontato che “lo sanno tutti”. Il briefing più breve fatto bene vale più del piano più dettagliato lasciato nella testa di uno solo. Ditelo ad alta voce.

Riferimenti

  • Dottrina di reparto sulla pianificazione operativa.
  • Adattamento personale di modelli di mission planning a uso interno.
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