Primo Soccorso Tattico (TCCC/TEMS)

Shock ipovolemico: riconoscerlo prima che sia tardi

Serg. Magg. Davide Ferro 21 maggio 2026

Lo metto qui perché lo shock ipovolemico è subdolo: quando i segni sono evidenti, spesso si è già tardi. Saper leggere i segnali precoci, anche da non sanitari, fa la differenza. Come sempre, nota di principio, non sostituisce l’addestramento.

Cos’è, in due righe

È il quadro che si instaura quando il corpo perde troppo volume di sangue: il circolo non riesce più a portare ossigeno dove serve. La causa, nel nostro contesto, è quasi sempre un’emorragia — esterna o interna. Per questo il controllo dell’emorragia viene prima di tutto.

I segni precoci

Il corpo all’inizio compensa, ed è proprio lì che bisogna leggere:

  • Polso rapido e debole, prima ancora che la pressione crolli.
  • Cute pallida, fredda, sudata.
  • Irrequietezza, ansia, sete: segnali precoci spesso sottovalutati.
  • Respiro accelerato.

Quando arrivano confusione e crollo della coscienza, la compensazione sta cedendo: è tardi, ma si agisce comunque.

Cosa si può fare nell’attesa

  • Fermare l’emorragia: è la cosa più importante, sempre.
  • Far sdraiare la persona e coprirla: l’ipotermia peggiora drammaticamente lo shock.
  • Non dare da bere, anche se chiede.
  • Chiamare il 118 e monitorare i segni, riferendo l’evoluzione.

Punti chiave

  • Lo shock è figlio dell’emorragia: controllala per prima.
  • Polso rapido/debole e cute fredda-sudata sono segni precoci.
  • Sdraiare e coprire; niente da bere.
  • Monitorare e riferire l’evoluzione al 118.

Nota dell’autore

Dai corsi: imparate a “sentire” il polso e a guardare la cute, perché parlano prima dei numeri. E ricordate che la sete e l’agitazione improvvise non sono capricci: a volte sono il primo allarme. Ascoltateli.

Riferimenti

  • Linee guida TCCC sul riconoscimento e gestione dello shock.
  • Algoritmo MARCH, fasi “C” (Circulation) e “H” (Hypothermia).
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