Tourniquet CAT: metterlo bene è più importante che metterlo in fretta (ma fate entrambe)
Lo condivido perché torno ora da un corso di aggiornamento e gli errori sul tourniquet sono sempre gli stessi. Il CAT è uno strumento che salva la vita, ma solo se sai usarlo: applicato male, è peggio di niente perché ti illude. Premessa: questa è una nota di principio, non sostituisce l’addestramento pratico.
Quando, prima del come
Il tourniquet è per le emorragie massive agli arti non controllabili con la pressione. Sangue che zampilla o che impregna velocemente: lì non si esita. Nel soccorso tattico l’emorragia massiva è la prima causa di morte evitabile, ed è la “M” del MARCH.
Gli errori che vedo
- Troppo lasco: il più frequente e il più infido. Se non arresta il flusso arterioso, non serve. Deve stringere davvero, e sì, fa male.
- Posizionato sull’articolazione: va applicato sull’arto, non sopra il ginocchio o il gomito.
- Mollato dopo qualche minuto “perché sembra a posto”: non si allenta senza indicazione sanitaria.
- Ora di applicazione non annotata: il tempo conta per chi prende in carico dopo. Si segna, anche sulla cute.
Il principio
Meglio un tourniquet stretto e doloroso che funziona, di uno “gentile” che lascia perdere sangue. Il dolore non è il problema: l’emorragia lo è.
Punti chiave
- Solo per emorragie massive agli arti non controllabili con pressione.
- Stringere fino ad arrestare il flusso: deve far male.
- Sull’arto, non sull’articolazione.
- Non allentare; annotare l’ora di applicazione.
Nota dell’autore
Dai corsi recenti: allenatevi col vostro CAT vero, non solo a guardarlo. Il gesto sotto stress deve essere automatico, anche con una mano sola e al buio. Si prova finché non ci si pensa più.
Riferimenti
- Linee guida TCCC (Tactical Combat Casualty Care) sul controllo delle emorragie.
- Algoritmo MARCH (Massive hemorrhage, Airway, Respiration, Circulation, Hypothermia).
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